17/11/10

Le bollicine metodo classico firmate Selectus accettano il confronto

C’è un po’ d’elettricità nell’aria mentre siamo riuniti attorno ad un tavolo per la degustazione che periodicamente aggiorna la nostra pagina d’apertura. Debuttano, infatti, i tre spumanti metodo classico da noi prodotti nell’Oltrepò Pavese, per la prima volta buttati nella mischia e messi a confronto con analoghe bollicine dell’area, e assume concretezza il progetto, già illustrato nelle News di questa pagina, a cui rimandiamo, di proporre anche in Italia il ruolo del négociant francese, selezionatore ed elaboratore di piccole eccellenze di nicchia, che firma e delle quali si fa garante verso il consumatore.

In casa nostra ci sarebbe perdonato qualche peccato di scarsa obiettività, ma, interessandoci capire se la nostra avventura non sia – perdonate il gioco di parole – avventata, abbiamo voluto con noi dei compagni diversamente qualificati, compreso il semplice consumatore.

Rompe il ghiaccio, espressione che trattandosi di uno spumante cade a proposito, l’Oltrepò Pavese Brut Metodo Classico D.O.C. Vergomberra di Bruno Verdi. Differentemente dai nostri, da solo Pinot Nero, qui troviamo anche un 30% di Chardonnay. Il perlage è minuto e persistente ed al naso come in bocca emerge una grande linearità ed essenzialità: una fragranza abbastanza intensa e persistente di crosta di pane ed un accenno appena di mandorla, un giusto corpo, una bocca assai pulita accompagnata da una certa sapidità ne fanno un’agevole porta d’ingresso nel mondo del classico per chi è abituato allo Charmat. L’acidità induce una salivazione non spiccata ma duratura, semmai è un po’ corto il finale con note citrine.

Il Xché Pinot Brut V.S.Q. è il prodotto d’ingresso della gamma Selectus. Le bollicine sono fini e si sviluppano in piacevoli pennacchi. Al naso è intenso ed abbastanza persistente. Note floreali, di camomilla, di the, s’accompagnano a un che di farina tostata e di burro. In bocca è di corpo, sapido, fresco quanto basta, mentre ritrovi i fiori ed il finale è piuttosto lungo e, soprattutto, coerente con quanto sin qui descritto.

Col terzo assaggio, l’Oltrepò Pavese Monteceresino Brut Cruasé D.O.C.G. dell'azienda Travaglino, troviamo il primo dei due vini di questa tipologia esclusiva dell’area di provenienza, rosato perché la base è vinificata in rosa da Pinot Nero in purezza e non grazie alla liqueur d’expédition. Premettiamo, a scanso d’equivoci, che ci convince la sua personalità decisa, che, però, potrebbe non piacere a tutti: soprattutto una certa sensazione di ridotto, di chiuso, che permane alquanto. Chi ha pazienza di non fermarsi alla prima sensazione ci trova poi un piccolo mondo: un bouquet di fiori, the, camomilla, glicine, ma anche frutta rossa. fragola e lampone in primis, il tutto sostenuto da un buon corpo e una piacevole salinità.

È una sfida di lusso per il Cruasé Oltrepò Pavese D.O.C.G. di casa Selectus, che, dobbiamo dire, lasciando ovviamente la parola prevalentemente ai nostri vicini di tavolo, non fa la figura del parente povero. Già le bollicine sono tra le più eleganti tra quelle del lotto in degustazione. Al naso avverti intenso il ribes nero varietale del Pinot Nero. La qualità è fine e in bocca è di corpo, sapido, con una piacevole sensazione di schiuma che carezza le papille e finisce alquanto lungo.

Penultima tappa e torniamo da Travaglino, con l’Oltrepò Pavese D.O.C.G. Metodo Classico Millesimato Classese Brut 2004 da uve Pinot Nero e Chardonnay. È un altro bell’esempio dello stile aziendale: intenso e persistente al naso come in bocca, prevalgono note di camomilla e erbe aromatiche, anche su cadenze amare come l’asperula e un che di spezia e d’incenso. Di corpo, avvolge gradevolmente il palato e finisce appena amaro.

Se col Classese la permanenza sui lieviti era già importante, almeno tre anni dal tiraggio, l’Epinò Pinot Brut Vintage V.S.Q., che chiude la gamma Selectus e la sessione d’assaggio, ne vanta una decina, tanto da richiedere anche un significativo affinamento dopo la sboccatura.
Sono – ci piace rilevarlo – gli ospiti a prenderci la mano e il quadro ci ripaga di un investimento importante su un’esigua partita di bottiglie di cui ci siamo innamorati. A parte le eleganti le bollicine, è inteso e persistente di biscotto al caramello, burro, crosta di formaggio con un accenno di fumo, caffè, eppure trova spazio anche la frutta con ricordi di prugna. Si avvertono decisi la sapidità ed il corpo e, pur non difettando l’acidità, definirlo morbido è senz’altro pertinente.

Non ci facciamo  mancare, al termine dei lavori le linguine del Pastificio Gentile di Gragnano con scampi e pelati di San Nicola dei Miri e una frittura di calamari che reclamano entrambi il nostro Cruasé.

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