08/11/13

Porto: a ciascuno il suo magari tutti

Abbiamo atteso le prime serate uggiose d'autunno, quando il Porto, sorseggiato lentamente davanti al caminetto o in ogni caso nel tepore confortevole delle case, aggiunge ai suoi tanti pregi l'attitudine a propiziare il relax e nei momenti di grazia la riflessione. Nondimeno le note di degustazione che seguono, frutto di un'esperienza condivisa sul campo tra amici, com'è nostra abitudine, raccolgono innanzitutto le considerazioni, emozionali non meno che tecniche,  dello staff di Selectus assieme a quelle acchiappate al volo dal nostro informale panel e fissate in sintetici appunti a fine marzo attorno a un tavolo dell'Osteria Terraglio di Bassano del Grappa. L'arrivo del caldo, che suggeriva altre proposte ai visitatori della nostra home page, e la necessità di integrarle con qualche ulteriore verifica per l'avvicendarsi di qualche annata nei canali commerciali, ci consentono di affrontare oggi con voi un tema cult per quanti amano i vini da dessert e da meditazione, sostenuti da ulteriori meditati assaggi che ci hanno convinto della correttezza della nostre considerazioni.

Al fine di cogliere al meglio le specificità delle diverse tipologie del Porto abbiamo scelto di adottare quale comune denominatore la storica Quinta do Noval (la quinta è la tipica tenuta agricola lusitana), in attività dal 1715.

Partiamo dall'Extra Dry White Port, il Porto Bianco che non troverete nella nostra offerta, ma che ci sentiamo in dovere di raccontarvi, non fosse altro per la gratitudine di averci introdotti in modo misurato e non invadente ai nostri assaggi. Luminoso e dorato nel bicchiere, risveglia al naso sensazioni ammandorlate, che troveranno conferma nel finale in bocca, integrandosi con la vaniglia e note di cedro. Prima però viene un’avvertibile e fresca sensazione di frutta a pasta gialla, in particolare la prugna, sostenuta da un’opportuna acidità. È decisamente secco per un Porto, ma ciò ne fa assieme alla sua grinta l'aperitivo perfetto nella stagione calda, quando in genere ci si rivolge ad altre tipologie di vino.

Col Porto Noval Fine Ruby da un lato completiamo l'analisi delle versioni base, dall'altro ci prepariamo al meglio al tema dei Porto speciali, che esaltano al meglio le vocazioni delle uve rosse del Douro.  Il colore è un rubino squillante, come ci si attende dal nome. Di corpo, malgrado l’affinamento in botte si staglia con chiarezza la frutta rossa, soprattutto la ciliegia, la prugna  e la minuta frutta di bosco, ancora freschi e con l’opportuno supporto dell’acidità, anche se fa già capolino la spezia. Per un prodotto base è apprezzabile la persistenza. La beva è agevole a dispetto del grado alcolico.

Veniamo ora ad una versione per la quale in casa Selectus nutriamo una particolare propensione e che, cosa che non guasta, riteniamo si raccomandi anche per un interessante equilibrio tra prezzo e qualità: il Porto Noval LBV Unfiltered Single Vineyard 2007 (per la cronaca valutato 93 punti lo scorso anno da Wine Spectator). Troviamo una continuità con il Ruby nell'esaltazione del frutto, ma siamo di fronte ad un vino espressione di una singola annata, che finisce ad affinarsi in bottiglia dopo una permanenza in botte durata tra quattro ed i sei anni ed è appunto, come ricorda l'acronimo, Late Bottled Vintage, un'annata imbottigliata tardivamente. Il colore, che nel successivo Tawny Riserva si spoglierà, qui è ancora carico e s’accompagna ad una consistenza densa che riserva successivamente al palato gradevoli sensazioni tattili. C’è un gran bel frutto, specialmente la prugna stramatura, che non riesce comunque a mascherare un che di piacevolmente erbaceo e balsamico. È intenso non meno che persistente e fresco e giovane  quanto basta a pronosticare una durevole e proficua tenuta nel tempo.

Che questo e i successivi sorsi che ci attendono siano davvero “speciali” e non solo in ragione della denominazione ce lo conferma il Porto Noval Tawny Reserve (laddove il semplice Tawny è considerato ancora uno standard). Siamo, però, su un diverso registro:  il suo rosso è già un granato con note bruno fulve – tawny appunto – e al naso ci attende un ricco assortimento di frutta secca. Lo sorseggi e c’è ancora della ciliegia sotto spirito, che si accompagna a ricordi di agrumi canditi, sambuco, caffè e cioccolato. Lavorato in ossidazione è, come ci si attende, morbido e persistente.

Quanto i prodotti precedenti sono l'esaltazione di una gloriosa tradizione, tanto il Porto Noval Black ci costringe a mettere in discussione ogni stereotipo e ad aprirci alle possibilità tutte da scoprire di un Porto prossimo venturo: qui la nostra denominazione quasi scompare nel basso della bottiglia, dominata dall’aggettivo Black. La confezione è minimalista e aggressiva, esplicita nella  volontà di raggiungere le nuove generazioni ed è, infatti, ancorché indubbiamente segnata dallo stile e dalla qualità Noval, una versione easy, senza particolari invecchiamenti e piuttosto fruttata, fresca, di beva scorrevole. In sintonia col nome, il Black vuole essere gustato col cioccolato nero ma anche da solo, rinfrescato al punto giusto, e non disdegna di dare un tocco originale nei cocktails.

Dopo questa stimolante digressione torniamo su strade più consuete con il Porto Quinta do Noval Colheita 2000. È un vino decisamente fine ed elegante: un millesimato che ha trascorso la sua vita interamente nei fusti, prodotto in quantità limitata e curato come un vino raro per amatori quale indubbiamente è. Senz’altro può ritenersi un’eccellente interpretazione dell’ossidazione controllata, che ne ha spogliato il colore: è, oramai, perso ogni ricordo del rosso originario, di un franco ed elegante tawny. Al naso come in bocca t’avvolge una calda carezza. La ciliegia sotto spirito è croccante ed equilibrata senza che l’alcol disturbi. La persistenza aromatica intensa mostra che ha stoffa: è al suo meglio, ma ha ancora capacità di darci emozioni nel tempo.

Chiudiamo con le carte in regola una degustazione che non è stata avara di sensazioni complesse ed intriganti col Porto Noval Silval Vintage 1995. Top di gamma, il Vintage consegna al tempo le grandi annate, non più di tre o quattro ogni decennio, e dai terreni migliori della Quinta e ne valorizza le caratteristiche consegnandole al tempo attraverso una lavorazione in riduzione: ecco, allora, che lo stato evolutivo di questo 1995 è giovanissimo, al punto tale che la sorsata è assai fresca e la frutta rossa ancora acidula, che sia la ciliegia, anzi meglio la marasca, la prugna o la piccola frutta rossa.  Al tempo stesso, com’è spesso per i vini complessi, s’intuisce in filigrana la confettura in gestazione e il corredo ancora inespresso di spezie. Rubino carico e denso all’occhio, l’unghia conferma l’impressione di una bottiglia che si può dimenticare in cantina. Il naso è potente di frutto e l’attacco zuccherino in bocca non riesce a coprire un tannino generoso anche se dolce e pulito, che con la ricordata acidità lo rende ancora un po’ acerbo alla beva. In ogni caso è consigliabile almeno un’ora d’ossigenazione nel decanter per eliminare ogni sensazione di ridotto.

Il Porto è una delle più tipiche espressioni del concetto che viene riassunto dall'espressione “vino da meditazione” e la ricchezza delle sue sensazioni lo rende in qualche modo autosufficiente. Nondimeno è in grado di affrontare, anche grazie alla fortificazione, una delle sfide ardue per il vino: il cioccolato, meglio se un fondente con elevatissima percentuale di cacao.

Gli Inglesi, che l'hanno per così dire adottato, l'abbinano allo Stilton erborinato e non solo al momento del consumo: il massimo è praticare nella forma una cavità della dimensione d'un dito, che affondi per tre quarti dello spessore, e riempirla di Porto, attendendo che nei giorni successivi il formaggio l'assorba. Da noi andrà bene un Gorgonzola come si deve o una curiosità quale il Blu di Capra di Montegalda, nel Vicentino, adeguatamente stagionato.

Classici sono pure alcuni abbinamenti con frutta, in particolare il melone.

Grazie alla cucina dell'Osteria Terraglio possiamo confermarvi che non è necessario attendere il dessert e un piatto d'oca in una preparazione speziata e servito con una riduzione di Porto è un'indiscutibile goloseria da gourmet.

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