28/03/14

Amarone Sant'Urbano Speri dal 2005 al 1995 risalendo il filo delle emozioni

Alle cosiddette verticali chi frequenta le iniziative di Selectus è abituato, eppure gli amici che ci hanno tenuto compagnia qualche settimana addietro all'Agriturismo Riva Ratta di Montecchio Maggiore (Vicenza) sono rimasti letteralmente sbalorditi nel vedere, nell'arco di qualche decina di minuti sei annate di Amarone Sant'Urbano Speri, dal 2005 a ritroso fino al 1995, evolvere nel bicchiere in modo intrigante ed avvertibile anche senza essere particolarmente qualificati alla degustazione. È, appunto, questo, assieme ad una persistenza aromatica intensa interminabile, il segno sicuro di un vino nobile e con il suo secolo e mezzo di storia Speri, di Pedemonte nel comune di San Pietro in Cariano, ovvero in quella che è detta la “Valpolicella storica”, ha le carte in regola.

Se vogliamo tirare le somme e capire quanto abbiamo ricavato scambiandoci le opinioni in questa avventura del gusto ciò è il particolare e stretto rapporto tra il terroir, inconfondibile e ben conosciuto anche fuori d'Italia, di quest'area e l'annata con il suo decorso climatico. Ferma restando, infatti, la riconoscibilità di sensazioni di frutta rossa, più o meno minuta e in diversi stati d'evoluzione, fino alla confettura, di note erbacee che vanno dal fieno appena tagliato e in fermentazione a quello oramai secco e stagionato, col condimento qua e là di più o meno occasionali note di individuate erbe officinali, di cadenze balsamiche, e poi il corredo articolato e affascinante delle sensazioni terziarie e un piacevole ridotto che evoca confortevoli ricordi di vecchie case e mobili d'antan, tutto ciò si propone ai nostro olfatto ed al nostro palato in una sequenza ogni volta diversa fino, addirittura, a rovesciarsi.

In particolare è apparso con assoluta evidenza come “giovane”, “maturo” e “vecchio”, essendo il vino una sostanza viva, analogamente a quanto avviene per gli uomini hanno a che vedere assai più con  il ciclo di un'esistenza che con la scansione sempre uguale del calendario. Così, mentre non sempre attorno al tavolo ci siamo trovati d'accordo sulle annate preferite, è apparsa a tutti, nella sua solare evidenza, la stupefacente “giovinezza” della vendemmia 1997, che permetteva persino all'occhio di cogliere tra le note aranciate dell'unghia, qualche ribelle nuance di viola che non si rassegnava all'incalzare degli anni.

Ecco, allora, che stavolta più che mai le brevi note descrittive della degustazione assumono un carattere di suggestione e d'invito all'assaggio, perché è davvero impossibile fissare in parole il piccolo miracolo cui abbiamo assistito nel bicchiere nell'arco di più di un'ora.
Sei annate d'Amarone, dicevamo, tutte del medesimo cru aziendale, il Vigneto Monte Sant'Urbano, una collina di 19 ettari in tenimento di Fumane (Verona) d'origine vulcanica, con un fondo calcareo-cretaceo ed un'altitudine attorno ai trecento metri.

L'annata più recente all'assaggio, il 2005, presenta un colore tra il rosso rubino ed il violaceo un po' scarico. Avvertiamo al naso un frutto maturo abbastanza intenso, il ribes ma anche note di ciliegia e i prugna ed in fondo un accenno di fieno in fermentazione. In bocca risulta di corpo e caldo eppure di agevole beva per la piacevole acidità, con ricordi di ciliegia sotto spirito.

Il 2004 ha un bel rubino carico ancora con riflessi violacei. L'annusi e senti, intensa, la frutta rossa matura, accompagnata da note erbacee ed addirittura balsamiche ed un ricordo di acqua in cui si son lessati gli spinaci e di cenere. Ci puoi avvertire anche un che di sambuco e tra le sensazioni terziarie il creosoto. Lo sorseggi e ne apprezzi il corpo equilibrato, l'eleganza e il misurato impatto del tannino nobile.

Col 2001 il rubino carico vira ormai verso il granato. È intenso di frutta matura, ma c'è già un bel campionario di aromi terziari, dal pepe nero al caffè, dal sambuco al cuoio. In bocca si conferma una convincente frutta matura, sostenuta da un corpo avvertibile, ma assai ben equilibrato dal corredo glicerico che lo arrotonda e da un tannino fine e senza durezze.

Un anno in più, è la volta del 2000, e i riflessi del rubino dal granato passano all'aranciato. All'olfatto è abbastanza intenso e semmai s'apprezza per la compostezza. Più che frutta ci trovi sensazioni evolute di fieno bagnato e di quell'erba officnale che al sud chiamano pimpinella, della famiglia del timo, e poi il tabacco, il pepe nero e l'inchiostro. Di corpo, le sensazioni dure, ovvero l'acidità e il tannino, sono ancora importanti e fanno pronosticare una buona tenuta negli anni a venire. La cosiddetta P.A.I. (persistenza aromatica intensa) è decisamente significativa.

Del 1997 e del suo eccellente stato evolutivo abbiamo già anticipato qualcosa, a partire dal colore, dove il rubino scarico, a dispetto dei riflessi aranciati, non denuncia ancora alcuna stanchezza. Poi annusi e ti stupisce davvero, perché ritorna in primo piano la frutta rossa matura come nelle annate più giovani e la ciliegia sotto spirito: il tutto, però, guadagnando un'affascinante complessità e spessore. Arrivano, quindi, piacevoli cadenze di caffè e di tostatura, Corpo, acidità e tannino sono adeguati e correttamente equilibrati, semmai anche qui con quel tanto di scorta che consenta a questo vino d'andare ancora lontano. Chi ha avuto pazienza ed ha resistito all'impulso di fine troppo presto il bicchiere, avrà in premio un superbo finale di confettura di prugna.

Chiudiamo col 1995 dove il rubino scarico nell'unghia vede accrescersi l'aranciato. Il naso di fa più etereo e complesso: riconosci il caffè e, se ne hai avuto esperienza, il cardamomo, cadenze ridotte di vecchi mobili tirati a cera e di stanze vissute, il fieno secco, ma anche (non te l'attendi) una residua ciliegia sotto spirito. Il corpo è adeguato e la piacevole acidità ci convince una volta in più che in casa Speri sanno come attrezzare i vini per una lunga e confortevole esistenza.

 


 

LE FOTOGRAFIE E  IL VIDEO CHE EVOCANO LE EMOZIONI DELLA DEGUSTAZIONE SONO DI ALESSANDRO LAZZARIN (clic sul logo per visitare il suo sito)

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